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La qualità metropolitana: il valore esemplare di Chiaravalle
Oasi di benessere, tranquillità e pace interiore, momento per
l'ammirazione del bello nell'incontro tra natura e cultura. Ma anche
occasione di riscoperta delle antiche arti erboristiche, della tradizione
agricola e religiosa lombarda.
Chiaravalle è tutto questo insieme: uno spazio e un tempo da
riscoprire.
È per questo che, da amministratrice, ho constatato, con l'inaugurazione
di sabato del mulino di Chiaravalle, che c'è sempre più
bisogno di far tornare a fiorire patrimoni di cui l'area metropolitana
milanese è ricca: tesori da custodire e vivere!
Chiaravalle è infatti un tassello di quella storia che può
essere sempre più conosciuta e frequentata dai milanesi.
Per questo riavvicinare e semplificare sono stati i due imperativi
che hanno animato il nostro impegno nell'ambito del Parco Agricolo
Sud.
Riavvicinare Chiaravalle al cuore e alla mente degli abitanti
dell'area metropolitana milanese.
Semplificare le possibilità di fruizione moltiplicando
le opportunità di toccare con mano la sua arte, bellezza e
storia.
Un luogo che, con la sua pieve, sia sempre più parte integrante
e viva della metropoli: modello esemplare di quella qualità
metropolitana che dobbiamo e possiamo fare crescere, insieme!
Bruna Brembilla
Assessora all'Ambiente e presidente del Parco Agricolo Sud Milano
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Nuova
vita al mulino dell'Abbazia
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L'evento
Tante persone in festa: insieme per la rinascita di questo autentico
tesoro milanese.
Questo il contesto che, sabato 21 marzo, ha fatto da cornice
all'inaugurazione del mulino del monastero di Chiaravalle, tornato
a nuova vita dopo un'attività di attento recupero e ristrutturazione
finalizzata a far rivivere la laboriosità e la produttività
del mondo cistercense.
Un'opera che è stata possibile grazie al Parco Agricolo
Sud - Provincia di Milano e al contributo di Fondazione Cariplo
e Autostrada Serenissima (enti finanziatori del progetto per
250mila e 280mila euro che si sono aggiunti al milione di euro
investiti dalla Provincia di Milano).
La mattinata è stata aperta dagli interventi del presidente
Filippo Penati, dell'assessora Bruna Brembilla, di Monsignor
Angelo Mascheroni, di Marco Frei (Fondazione Cariplo). Presente
all'iniziativa Livia Pomodoro, presidente del Tribunale per
i minorenni di Milano. |
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Il
progetto
Il recupero del mulino di Chiaravalle ha portato con sé
anche un arricchimento delle sue funzioni, nel segno di un'apertura
sempre maggiore alla città. A farlo vivere oggi, infatti,
ci sono un laboratorio di erboristeria, una ruota e macina in
legno e pietra per la lavorazione del grano, una sala per conferenze,
il Giardino dei semplici, l'orto per la coltivazione delle erbe
officinali e aromatiche, e l'annessa erboristeria dove, oltre
alla vendita, il Parco organizzerà una serie di laboratori
didattici per grandi e piccini che potranno cimentarsi con alambicchi
e infusi.
Il mulino è stato anche dotato di uno spazio multimediale
per visionare online i testi di pregio storico presenti nella
biblioteca dell'Abbazia. Testi utilizzabili per ricerche
sugli antichi manufatti idraulici, sulla storia dell'erboristeria
moderna, sull'evoluzione dell'agricoltura, sulla
nascita delle marcite, e per scoprire le diverse fasi del restauro
storico del mulino.
Mulino che sarà anche adibito a museo e utilizzato per
visite didattiche, con dimostrazione delle antiche tecniche
agricole. Un mugnaio nella stanza della panificazione mostrerà
come si lavorava anticamente alla produzione del pane.
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L'intervento
L'intervento ha preso avvio nell'aprile del 2000 con la messa
in sicurezza dell'edificio e, a partire dall'anno 2003, con
il restauro delle parti funzionali e di rifinitura realizzati
con un attento lavoro di conservazione e di valorizzazione degli
elementi che attestano l'evoluzione e le diverse funzioni dei
singoli locali nei nove secoli di attività precedenti.
Sempre nel 2003 sono state studiate le varie macchine e gli
ingranaggi ereditati dal passato; dopo un attento lavoro di
restauro, nel 2008, è stata completata, grazie alle sapienti
mani di artigiani specializzati, l'opera di ricostruzione
dell'intera macchina molitoria dedicata alla macinazione
di grani di cereali.
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La
storia
Il monastero cistercense venne fondato nel 1135 nella pieve
di San Donato collocata nell'area sud orientale del milanese,
mentre il primo documento che cita il mulino risale al 1238.
Tra il secolo XIII e XIV, l'intera proprietà dell'Abbazia
era di 61.986 pertiche milanesi (circa 4.037 ettari). Il mulino,
posto nel cuore di quest'area, è a cavallo di un corso
d'acqua derivato dalla Vettabbia che, mediante una paratoia,
giungeva alla ruota del mulino e si affacciava su un cortile
nel quale sorgeva anche la cascina.
Nel 1798 il mulino - di proprietà dei padri cistercensi
- venne venduto divenendo dapprima casa del mugnaio, successivamente
suddiviso in 13 spazi distinti per poi essere abbandonato nel
1963. Sebbene i cistercensi fossero rientrati a Chiaravalle
nel marzo del 1952, dopo più di un secolo e mezzo di
forzata lontananza, la comunità monastica riacquisì
il controllo del mulino e dell'annessa marcita solo nel 1977.
Il mulino versava in pessime condizioni e rischiava il crollo
a causa del tetto pericolante e del dissesto dei muri portanti.
Per questi motivi la comunità monastica nel 1995 commissionò
un progetto per la sua messa in sicurezza e recupero.
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